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DOCG: ecco cosa cambia! Stampa E-mail
Dopo molti, forse troppi, discorsi intorno allo storico cambiamento di denominazione (da DOC a DOCG) del vino Prosecco, che si sono a lungo protratti nei mesi scorsi, ciascuno con più o meno fondamento, finalmente si possono mettere nero su bianco alcune linee guida chiare e precise su quella che dal  1 aprile 2010 sarà la realtà dei fatti legata a questo affermato e apprezzato vino.
La “G” che distingue la nuova denominazione è molto di più di una semplice lettera: è il riconoscimento di un lavoro di oltre 40 anni per raggiungere il livello superiore di qualità che il Prosecco DOCG ha dimostrato di avere. Sono solo 44 le DOCG in Italia, contro le circa 318 DOC; questo dato conferma ancora una volta che il Prosecco fa parte di quella ristretta cerchia di vini di livello qualitativo eccelso nel panorama italiano e non solo.
 
Ecco i principali cambiamenti introdotti con l'istituzione della DOCG per l'area storica di Conegliano Valdobbiadene e della DOC per le nove province venete, friulane e giuliane coinvolte.
Innanzitutto il cambiamento fondamentale sta nella costituzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) per l'area di Co­negliano Valdobbiadene, dal 1969 riconosciuta come DOC, e per il Montello e Colli Asolani; e nella costituzione della DOC Prosecco nelle 9 province dove fino ad oggi si è prodotto il prosecco IGT. La parola prosecco diviene, quindi, identificati­va di un vino a denominazione di origine e non più di una varietà di uva. Quest'ultima assumerà il nome di Glera. In parole povere il Prosecco è un vino ricavato da uve di varietà Glera prodotto solo nel nord est d’Italia, rigidamente vincolato da un disciplinare che ne distingue le diverse varietà qualitative in base alla zona di origine. Un qualsiasi produttore in Italia, come nel mondo, potrà acquistare solo barbatelle di Glera (non più di Prosecco); il vino che da esse si ricaverà potrà essere chiamato Prosecco (e poi declinato nelle diverse tipologie: DOCG, DOC, Conegliano Valdobbiadene, Colli Asolani …) solo se esse crescono nelle zone previste dal disciplinare, in caso contrario il vino sarà chiamato Glera ed in etichetta potrà riportare solo il nome Glera (frizzante, Spumante ecc) senza nessun riferimento o legame al Prosecco. Lo stesso avverrà per gli uvaggi: non ci potrà più essere un Prosecco – Raboso ma eventualmente solo un Glera – Raboso. piramide_docg_mod
 
COSA CAMBIA
 
Il cambiamento come detto è epocale e strutturale. Il volto di questo vino cambia, e lo fa in grande stile. Il vino di Conegliano Valdobbiadene, area storica di produzione del Prosecco, è dive­nuto DOCG, riconoscimento accordato an­che all'area dei Colli Asolani, sinonimo questo di qualità superiore indiscussa e indiscutibile. Il Prosecco DOCG diverrà il miglior Prosecco che sarà possibile trovare sul mercato, il fiore all’occhiello dell’intera produzione. Questo perche è a tale varietà che si legano la storia, la tradizione ed un territorio da sempre legati alla produzione di questo vino.
Anche il vino prodotto nelle nove province dove attualmente nasce il Prosecco IGT (Indicazione Geografica Tipica) sarà valorizzato: diventerà Prosecco DOC. Il Prosecco DOC si produrrà nelle province di Treviso, Belluno, Venezia, Padova, Vicenza, Udine, Pordenone, Trieste e Gorizia. Solo per Treviso e Trieste sarà possibile riportare in etichetta "Prosecco di Treviso" e "Prosecco di Trieste". Treviso, infatti, è il cuo­re produttivo, dove si trova oltre il 90% della nuova denominazione, Trieste, invece, è la provincia dove si trova il paese di Prosecco. Tradizione produttiva trevigiana e toponimo sono quindi i due pilastri su cui è stata articola­ta la richiesta di nuova DOC.
Con la nuova leg­ge, quindi, il nome Prosecco diventa sinonimo di vino DOC o DOCG prodotto esclusivamente nel nord est d'Italia con regole precise, ogni bottiglia sarà sottoposta ai controlli previsti per i vini a denominazione di origine. Un risultato impor­tante, non solo per proteggere l'immagine di questo vino, eliminando dal mercato fenomeni come la famosa lattina ma, soprattutto, perché rappresenta un' ulteriore garanzia per il consu­matore.
La nuova DOC uscirà sul mercato non appena i vini saranno pronti: le prime bottiglie si troveranno quin­di entro la fine dell'anno. La DOCG, invece sarà disponibile dal 1 aprile 2010. Il motivo di tale scelta sta nell’intento del consorzio di tutela e dei produttori di dare un’immagine di compattezza al mercato. Inoltre l’inevitabile fermento e attesa per l’acquisto ed il consumo della prima bottiglia di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG non potranno che dare un’ulteriore iniezione di vitalità all’ambiente. Fino al 31 marzo 2010, quindi, sul mercato si troverà il Prosecco DOC di Conegliano Valdobbiadene che il consumatore è abituato a conoscere.
Oltre tale data in etichetta sarà presente la dicitura Conegliano Valdobbiadene, che potrà essere usata in eti­chetta da sola o associata al nome Prosecco per le tipologie Frizzante e Tranquillo, Prosecco Su­periore per lo Spumante. La varietà Spumante, quella che meglio valorizza la denominazione sarà quindi l’unica a fregiarsi dell’aggettivo Superiore.
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A cambiare non sarà solo l’etichetta, ogni bottiglia avrà sul collo la fascetta di Stato, caratteristica di ogni vino DOCG, con stampato il logo identificativo della denominazione. Ov­vero il contrassegno con cui sarà riconoscibile, numerata e tracciabile in ogni momento; ulteriore garanzia di qualità per il consumatore che solo i vini DOCG offrono.  Abbiamo riportato un esempio di etichetta riguardante la tipologia Spumante e l’aspetto che avrà la fascetta di Stato.
Una cosa molto importante è ricordare  che con la nuova DOCG il corretto uso della denominazione dovrà riguardare l'intera eti­chettatura, e quindi non solo l'etichetta, ma tutta la presentazione del prodotto: su confezioni, de­pliant ecc., e in tutto ciò che accompagna il prodotto il termine Prosecco non potrà mai essere utilizzato disgiunto da quello dell'intera denominazione.
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