Nel 2009, anno cruciale per i destini del vino Prosecco, un altro dato fa molto ben
sperare che questo pregiato nettare abbia un roseo futuro. Per la verità i
numeri in questione riguardano in maniera più generale l’intera produzione di
Spumante italiano, ma visto e considerato che il Prosecco la fa da padrone in
questo ambito, le buone notizie si ripercuotono a catena dal panorama nazionale
a quello della provincia di Treviso.
Per la prima
volta nella storia, le bollicine italiane sorpassano quelle francesi in un
mercato prezioso come quello targato USA. Il sorpasso è avvenuto tra l’altro in
grande stile, con uno “scarto” non da poco: in totale nei primi otto mesi del
2009 le importazioni di Spumante sono cresciute del 9%, mentre quelle dello
Champagne sono calate di ben il 27%; ma il dato più importante è come sempre
quello globale, in totale sempre nel periodo citato il volume di vendite negli
States è maggiore del 30% rispetto a quello dello Champagne. La fonte di questi
dati è nientemeno che la Coldiretti, sinonimo di verità e autorevolezza in
materia.
Parlando di
numeri, citiamo i più significativi: nel mercato a stelle e strisce sono state
esportate 11,5 milioni di bottiglie di Spumante (tra l’altro è questo il genere
di Prosecco preferito dai mercati anglosassoni, che associano sempre questo
vino alle bollicine, anche se c’è da dire che anche altre varietà come il
tranquillo od il frizzante stanno prendendo piede grazie a molte iniziative
come il “The Italian Wine Master”). Il dato relativo invece al vino d’oltralpe,
alla voce export USA riporta: 8,9 milioni di bottiglie.
Il gap si attesta
allora sulle 2,6 milioni di bottiglie in più che hanno lasciato il Belpaese (una
gran fetta di queste lo ha fatto dalla zona di Conegliano-Valdobbiadene)
rispetto a quelle che sono partite dalla Francia, in particolare dal Reims.
La crescita
della domanda estera (+9%), non solo nei mercati “tradizionali” come i già
citati USA e la Germania, ma pure in paesi “emergenti” come ad esempio la Gran
Bretagna, sta strappando sempre più quote di mercato alle bollicine
transalpine, tanto che i consumi stranieri hanno ormai superato quelli
nazionali contribuendo a realizzare un fatturato complessivo annuale stimato in
oltre 2,5 miliardi di euro per una produzione di oltre 340 milioni di bottiglie.
I mercati sopracitati sono non a caso quelli in cui da tempo il Prosecco si è
affermato con grande autorevolezza, scalzando talvolta la leadership proprio
allo Champagne. Trainato dal vino di Conegliano-Valdobbiadene l’intero sistema
"Spumante italiano" non ha potuto che trarne vantaggi, come effettivamente è
accaduto.
L’ultima
cifraci introduce ad un altro primato che per la prima volta lo Spumante fa
registrare: nel 2009 la produzione totale ha superato quella dello Champagne per
la quale è stata decisa una riduzione del 44% nel numero di bottiglie per
contrastare la pesante crisi di mercato che sta attraversando. Infatti con le già citate 340 milioni di bottiglie le bollicine “bianche rosse e verdi”
scavano un profondo solco tra loro e il celebre vino francese che si è fermato,
sempre secondo Coldiretti, a 260 milioni di bottiglie. Solamente due anni fa la
produzione di Champagne era stata di 339 milioni, dato questo che fa molto
pensare.
Tutti questi
positivi dati sono senza dubbio da attribuire, oltre che alla indubbia recente
dinamicità e competitività dell’intero settore enologico italiano, in gran
parte agli splendidi risultati sia nell’ambito prettamente commerciale ed
economico che in quello della qualità e della reputazione che il Prosecco ha
saputo ottenere in questi ultimi anni diventando uno dei prodotti di punta
dell’enologia italiana e, senza ombra di dubbio, il Principe degli Spumanti
italiani.
Non ci resta
che sperare che la prossima annata, quella della prima vendemmia
Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, confermi e se possibile continui a migliorare
(come è lecito attendersi) questi già ottimi dati.
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