In agricoltura bisogna fare i conti anche con le condizioni meteorologiche.
Infatti tutto il lavoro che viene svolto dai produttori nella vigna è in funzione alle condizioni climatiche di quel determinato anno.
Le condizioni estreme che possono recare danno alla vite sono sostanzialmente tre:
• Siccità. Per ovviare a questa condizione i produttori, negli ultimi anni, si sono attrezzanti con appositi pozzi e impianti per l'irrigazione anche nelle zone più collinari e difficili da raggiungere.
• Troppe precipitazioni. Comportano molto più lavoro e soprattutto un elevato rischio di malattie che possono far perdere o rovinare il raccolto.
• Grandinate. Questi eventi sono delle vere e proprie catastrofi per i produttori e consumatori, perché in determinati periodi e stati dell'uva ne basta poca per perdere gran parte del raccolto.
Detto questo parliamo un po’ della grandine nella zona del Prosecco DOC.
La grandine è il peggior nemico del produttore, perché in pochi minuti può rovinare il lavoro di interi mesi. Per ovviare a questo, negli ultimi anni, sono state prese principalmente due misure di sicurezza. La prima è la rete anti-grandine, che viene applicata in un lato del filare(quello dal quale storicamente arriva la grandine). Questa soluzione comporta però molto lavoro e molti problemi quando si va a trattare le viti. La seconda, più innovativa e tecnologica ma anche più criticata, è l'installazione di cannoni anti-grandine. Questi dispositivi sono dei veri e propri cannoni rivolti verso il cielo che, grazie a delle cariche di gas, creano un'onda d'urto in modo tale da rompere le gocce d'acqua in più nuclei. Queste gocce più piccole si ghiacciano o si condensano più velocemente e cascano senza, in teoria, recare danno alle coltivazioni.
Questi due provvedimenti anti-grandine, comunque, non risolvono totalmente i probblemi causati dalla grandine sulla vite che sono principalmente due: il primo è la perdita del raccolto; il secondo è il dannegiamento dei tralci. Quindi possiamo dedurre che gli effetti della grandine, nei casi più gravi, si protraggono anche nell'anno succesivo. In questi casi un vigneto impiega minimo due anni per tornare in piena produzione.
In conclusione la grandine rimane un grosso pericolo che ogni anno fa stare con il fiato sospeso produttori e consumatori fino alla vendemmia.
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