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 Il 2008 è stato un anno di grandi successi e risultati per i vini con le Bollicine.

Pubblichiamo l'intervista al Direttore del Forum Spumanti e Bollicine Giampiero Comolli della giornalista Roberta D'Ancona - Imprese Agricole (Milano).

Dalle anticipazioni sul Rapporto 2008 come ne esce il mercato dei vini spumanti italiani?

Direi molto bene, anzi possiamo dare due dati emblematici. Nell'anno 1999 erano 200 milioni le bottiglie di spumanti prodotti e consumati per 1 mld di euro in valore al consumo; nel 2007 sono 300 milioni le bottiglie consumate e oltre 2,3 i mld di euro come giro d'affari. in più due dati su due vini leader: il Franciacorta docg in 7 anni è passato da 4 milioni di bottiglie a 8,3 milioni; il Conegliano Valdobbiadene Doc Prosecco Spumante da 25 milioni a 47 milioni per un fatturato di 300 milioni di euro. Nel 2007 il mercato nazionale dei consumi cresce lentamente, nel senso che l'incremento rispetto all'anno precedente è stato di circa il 7% in volumi e del 11% in valore; mentre i mercati esteri sono "effervescenti e spumeggianti" nel vero senso del termine con incrementi da un paese all'altro fra il 10 e il 70% di media e una crescita dei prezzi al consumo nell'ordine del 50-90%. un risultato ecclatante, unico in tutto il comparto agroalimentare italiano. I vini spumanti sono sicuramente leader nell'esportazione rappresentando anche una "griffe" del Paese e quindi un prodotto da tutelare sotto tutti i punti di vista. Crea business, ma crea anche immagine delle produzioni nazionali.


La scelta del consumatore sulla base di quali criteri avviene?

In generale la poca conoscenza e riconoscibilità di un prodotto - se alimentare, addirittura, la non riferibilità ad un territorio specifico e ad un marchio noto e diffuso - determina scelte poco legate alla soddisfazione personale del gusto, del piacere, della emozione, bensì la scelta si basa su prezzo, funzione, imitazione, abitudine. Infatti più un prodotto o commodity è conosciuto, più aumenta l'infedeltà alla marca e alla tipologia: nasce cioè curiosità nel comparto. Questo è uno dei percorsi formativi e informativi che il Forum vuol realizzare perchè solo attraverso la conoscenza di tutte le tematiche che stanno" dentro e attorno" ai diversi vini spumante si riesce a far crescere l'interesse del consumatore , sviluppare curiosità, ampliare la gamma delle referenze e dei marchi e quindi la crescita dei consumi consapevoli, ma anche soggettivi e privati , cioè un consumo maturo.

Si è riusciti a destagionalizzare i consumi di vini spumanti?

La strada è lunghissima, però dal 1999 al 2007 possiamo affermare - dati alla mano - di essere passati da un consumo dell'82% concentrato in 25 giorni all'anno ( dal 10 dicembre al 6 gennaio) all'attuale 72% . Un buon risultato se si considera che ancora oggi 1 bottiglia su 2 stappata in Italia, ha un gradimento quasi esclusivo per il rumore e l'effetto di festa che fa il tappo e la dirompente schiuma.

Come si pone lo spumante italiano nei riguardi dei paesi stranieri e verso quali paesi avviene il maggior flusso di esportazione?

Come detto siamo il terzo produttore e il terzo consumatore al mondo: produciamo 300 milioni di bottiglie su 2,3 miliardi al mondo. In Italia consumiamo 153 milioni di bottiglie nostrane e circa 12,5 milioni bi bottiglie importate con 9 su 10 targate made in France. Nel nostro paese abbiamo consumatori abituali di vino che non bevono spumante assolutamente e altri che bevono anche 100 bottiglie di spumante l'anno. Abbiamo 17 milioni di consumatori dichiarati, 3,4 milioni di appassionati ( cioè con più di 12 bottiglie consumate all'anno a testa). Purtroppo il consumo pro-capite annuo è solo di 2,8 bottiglie ( ma erano 2,5 solo nel 1999). In questo momento solo la Germania segna una stasi nella produzione interna, mentre il consumo aumenta con lo stesso ritmo in Italia e in Spagna. In Francia dove il consumatore di Champagnes è più storico e maturo la tendenza a crescere è inferiore, con 266 milioni totali consumati di cui 187 di Champagnes. In Italia su 300 milioni di bottiglie, 278 milioni sono ottenute con il metodo detto charmat (Asti, Prosecco, Oltrepo Pavese e Brachetto in testa) e solo 22 milioni di metodo classico ( Franciacorta e Trento in testa).

Le aziende italiane produttrici di vini spumanti su quali strategie aziendali hanno puntato per ottenere i consensi del mercato?

Il Prosecco doc Conegliano Valdobbiadene è diventato un leader nazionale ed estero. Si conta che nel 2008 circa 150 milioni di bottiglie nazionali ( il 50% del totale) rechino in etichetta il termine " prosecco" come vitigno, come metodo, come territorio, come doc. Questa crescita e questo sistema ha ridotto enormemente certe posizioni, fatto sparire fortunatamente prodotti di basso valore e lignaggio, è iniziata una rincorsa positiva a creare valore aggiunto del territorio, della qualità e delle visite in cantina per far conoscre la "metodologia e la garanzia", per sfatare una posizione di rendita basata sul prezzo. La qualità è stato il successo delle imprese.

 


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