Antonio Carpenè, ricercatore e scienziato, 4 generazioni dedicate al Prosecco
Una passione lunga 140 anni. Tanti ne sono passati da quando Antonio
Senior Carpené ha dato i natali a quella che sarebbe diventata una
delle più affermate case spumantistiche italiane, la Carpené Malvolti.
Una
storia quella della dinastia Carpenè, ideale per Le pietre miliari
della marca. Non solo un titolo onorifico, ma anche il nome della
collana che Genius Loci ha dedicato alle marche storiche e di cui fa
parte il volume «1868 Antonio Carpené, del Prosecco spumante DOC e di
altre «invenzioni». 140 anni d’ arte enologica e impegno etico». Una
pubblicazione di 64 pagine, raccontate dalle parole di Maurizio Giusto
e Michele Ghedin e dalle immagini storiche fornite dalla famiglia
Carpené.
Il libro racconta i passaggi più significativi dei 140
anni di storia dell’azienda, vissuti ogni giorno tra ricerca e
sperimentazione per produrre il migliore Prosecco DOC dei Conegliano e
Valdobbiadene.
Racconta come Carpené Malvolti ha dimostrato di
essere da sempre pioniera nel mercato del Prosecco su diversi fronti.
Non solo è stata la prima casa spumantistica in assoluto a esportarlo
nel mondo, oggi è presente in ben 46 Paesi, e a mettere in piedi una
campagna pubblicitaria televisiva già negli anni Sessanta, ma ha anche
ideato un processo di inattivazione termica per evitare rifermentazioni
in bottiglia – adottato per parecchi anni da molti spumantisti – ed è
stata capofila di molte altre iniziative volte alla valorizzazione del
Prosecco DOC.
Tutto ebbe inizio per inseguire un sogno: quello
di produrre anche in Italia quel vino festoso e spumeggiante che solo i
francesi fino a quel momento erano riusciti a fare.
Illustre
scienziato, chimico ed enologo, Antonio Carpené Senior non mise sul
mercato per primo l’alternativa allo champagne francese, ma è stato
anche il fondatore della prima scuola enologica italiana: la Scuola di
Enologia e Viticoltura di Conegliano.
Fu Etile Senior primo a
creare una identità personale per le bollicine made in Italy, cambiando
nel 1924 la iniziale denominazione «champagne italiano» in Prosecco e a
citarne il nome sull’etichetta anticipando di quasi un secolo la
valorizzazione dei vitigni autoctoni .
L’ultima parte del libro
introduce la quarta generazione di Carpené, che porta il nome di Etile
Junior, classe 1944. Laureato in chimica pura all’Università di
Ferrara, ha seguito la tradizione di famiglia aggiornando costantemente
gli impianti, rendendo così l’azienda tecnologicamente all’avanguardia.
Non solo, ha fornito anche un importante contributo nel processo di
trasformazione della gestione aziendale da «personale» a manageriale,
per mettere l’azienda nelle condizioni di poter affrontare gli scossoni
della globalizzazione e dei mutamenti di mercato.
Nelle pagine
di questa pubblicazione si legge anche un dato particolarmente
significativo: Carpené Malvolti nell’arco dei 140 anni, ha lavorato incessantemente
nella produzione e promozione del Prosecco DOC con il quale è riuscita
a mantenere una costante leadership sul mercato e dal 2005, grazie
all’esperienza di quattro generazioni e alle capacità del «Collegio
Enologi» propone alle nuove generazioni «L’Arte Spumantistica», vini
prodotti con uve da vitigni mai spumantizzati prima.
Titolo: «1868 Antonio Carpené, del Prosecco spumante DOC e di altre «invenzioni». 140 anni d’ arte enologica e impegno etico»
Autore: Maurizio Giusto, Michele Ghedin
Editore: Maurizio Giusto – Collana Genius Loci
Pagine: 64
Prezzo: 16€
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