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News sul Prosecco
DOCG: ecco cosa cambia! Stampa E-mail
Dopo molti, forse troppi, discorsi intorno allo storico cambiamento di denominazione (da DOC a DOCG) del vino Prosecco, che si sono a lungo protratti nei mesi scorsi,  si  possono mettere nero su bianco alcune linee guida chiare e precise su quella che dal  1 aprile 2010 sarà la realtà dei fatti legata a questo affermato e apprezzato vino.
La “G” che distingue la nuova denominazione è molto di più di una semplice lettera: è il riconoscimento di un lavoro di oltre 40 anni per raggiungere il livello superiore di qualità che il Prosecco DOCG ha dimostrato di avere. Sono solo 44 le DOCG in Italia, contro le circa 318 DOC; questo dato conferma ancora una volta che il Prosecco fa parte di quella ristretta cerchia di vini di livello qualitativo eccelso nel panorama italiano e non solo.
 
Ecco i principali cambiamenti introdotti con l'istituzione della DOCG per l'area storica di Conegliano Valdobbiadene e della DOC per le nove province venete, friulane e giuliane coinvolte.
Innanzitutto il cambiamento fondamentale sta nella costituzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) per l'area di Co­negliano Valdobbiadene, dal 1969 riconosciuta come DOC, e per il Montello e Colli Asolani; e nella costituzione della DOC Prosecco nelle 9 province dove fino ad oggi si è prodotto il prosecco IGT. La parola prosecco diviene, quindi, identificati­va di un vino a denominazione di origine e non più di una varietà di uva. Quest'ultima assumerà il nome di Glera. In parole povere il Prosecco è un vino ricavato da uve di varietà Glera prodotto solo nel nord est d’Italia, rigidamente vincolato da un disciplinare che ne distingue le diverse varietà qualitative in base alla zona di origine. Un qualsiasi produttore in Italia, come nel mondo, potrà acquistare solo barbatelle di Glera (non più di Prosecco); il vino che da esse si ricaverà potrà essere chiamato Prosecco (e poi declinato nelle diverse tipologie: DOCG, DOC, Conegliano Valdobbiadene, Colli Asolani …) solo se esse crescono nelle zone previste dal disciplinare, in caso contrario il vino sarà chiamato Glera ed in etichetta potrà riportare solo il nome Glera (frizzante, Spumante ecc) senza nessun riferimento o legame al Prosecco. Lo stesso avverrà per gli uvaggi: non ci potrà più essere un Prosecco – Raboso ma eventualmente solo un Glera – Raboso. piramide_docg_mod
 
COSA CAMBIA
 
Ilcambiamento come detto è epocale e strutturale. Il volto di questo vino cambia, e lo fa in grande stile. Il vino di Conegliano Valdobbiadene, area storica di produzione del Prosecco, è dive­nuto DOCG, riconoscimento accordato an­che all'area del Colli Asolani, sinonimo questo di qualità superiore indiscussa e indiscutibile. Il Prosecco DOCG diverrà il miglior Prosecco che sarà possibile trovare sul mercato, il fiore all’occhiello dell’intera produzione. Questo perche è a tale varietà che si legano la storia, la tradizione ed un territorio da sempre legati alla produzione di questo vino.
Anche il vino prodotto nelle nove province dove attualmente nasce il Prosecco IGT (Indicazione Geografica Tipica) sarà valorizzato: diventerà Prosecco DOC. Il Prosecco DOC si produrrà nelle province di Treviso, Belluno, Venezia, Padova, Vicenza, Udine, Pordenone, Trieste e Gorizia. Solo per Treviso e Trieste sarà possibile riportare in etichetta "Prosecco di Treviso" e "Prosecco di Trieste". Treviso, infatti, è il cuo­re produttivo, dove si trova oltre il 90% della nuova denominazione, Trieste, invece, è la provincia dove si trova il paese di Prosecco. Tradizione produttiva trevigiana e toponimo sono quindi i due pilastri su cui è stata articola­ta la richiesta di nuova DOC.
Con la nuova leg­ge, quindi, il nome Prosecco diventa sinonimo di vino DOC o DOCG prodotto esclusivamente nel nord est d'Italia con regole precise, ogni bottiglia sarà sottoposta ai controlli previsti per i vini a denominazione di origine. Un risultato impor­tante, non solo per proteggere l'immagine di questo vino, eliminando dal mercato fenomeni come la famosa lattina ma, soprattutto, perché rappresenta un' ulteriore garanzia per il consu­matore.
Tutto questo complesso iter ha richiesto la collaborazione di oltre 10.000 produttori e di tutte le istituzioni, la Ca­mera di Commercio, poi la Provincia, la Regione, infi­ne il Ministero, che ha avu­to un ruolo determinante.
La nuova DOC uscirà sul mercato non appena i vini saranno pronti: le prime bottiglie si troveranno quin­di entro la fine dell'anno. La DOCG, invece sarà disponibile dal 1 aprile 2010. Il motivo di tale scelta sta nell’intento del consorzio di tutela e dei produttori di dare un’immagine di compattezza al mercato. Inoltre l’inevitabile fermento e attesa per l’acquisto ed il consumo della prima bottiglia di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG non potranno che dare un’ulteriore iniezione di vitalità all’ambiente. Fino al 31 marzo 2010, quindi, sul mercato si troverà il Prosecco DOC di Conegliano Valdobbiadene che il consumatore è abituato a conoscere.
Oltre tale data in etichetta sarà presente la dicitura Conegliano Valdobbiadene, che potrà essere usata in eti­chetta da sola o associata al nome Prosecco per le tipologie Frizzante e Tranquillo, Prosecco Su­periore per lo Spumante. La varietà Spumante, quella che meglio valorizza la denominazione sarà quindi l’unica a fregiarsi dell’aggettivo Superiore.
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A cambiare non sarà solo l’etichetta, ogni bottiglia avrà sul collo la fascetta di Stato, caratteristica di ogni vino DOCG, con stampato il logo identificativo della denominazione. Ov­vero il contrassegno con cui sarà riconoscibile, numerata e tracciabile in ogni momento; ulteriore garanzia di qualità per il consumatore che solo i vini DOCG offrono.  Abbiamo riportato un esempio di etichetta riguardante la tipologia Spumante e l’aspetto che avrà la fascetta di Stato.
Una cosa molto importante ricordare è che con la nuova DOCG il corretto uso della denominazione dovrà riguardare l'intera eti­chettatura, e quindi non solo l'etichetta, ma tutta la presentazione del prodotto: su confezioni, de­pliant ecc., e tutto ciò che accompagna il prodotto il termine Prosecco non potrà mai essere utilizzato disgiunto da quello dell'intera denominazione.
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Vino in Villa London 2009 Stampa E-mail
Ancora una Londra si riconferma come una delle vetrine più scintillanti e prestigiose per il  vino Prosecco. Quest’anno vi sono stati molteplici motivi per far sì che l’edizione 2009 di “Vino in villa London” sia ricordata per molto tempo. valdobbiadene-prosecco-londra

L’evento si è tenuto presso il prestigioso circolo dell’ “Institute of Directors” (IOD) situato proprio nel cuore della capitale britannica. La concomitanza di due importanti avvenimenti come i festeggiamenti per i 40 anni della DOC e soprattutto l’introduzione della DOCG hanno fatto dell’appuntamento inglese un importante palcoscenico per far conoscere al sempre più importante (sia per numeri che per competenza) pubblico del Regno Unito i cambiamenti che da questa vendemmia 2009 vedranno protagonista il vino della Marca.

Quest’evento (giunto alla terza edizione) organizzato dal Consorzio di Tutela richiama più di 300 tra operatori del settore e giornalisti, come il famoso reporter enogastronomico Tim Atkin (master of Wine e giornalista del “The Observer”) che, di rientro dalla sua visita nel territorio dove nasce il famoso vino presenterà attraverso due seminari tecnici il Prosecco Spumante in tutte le sue varianti, dal Brut al Cartizze, passando per il Dry e l’Extra Dry. Anche una gradita sorpresa ha accompagnato questi importanti incontri: una torta gigante a forma di bottiglia di Prosecco, preparata dallo chef Riccardo De Prà (titolare di un ristorante, il Dolada, presente nella capitale inglese) è stata offerta a tutti i presenti per festeggiare, ovviamente insieme ad un immancabile calice di Cartizze, i 40 anni della DOC che presto si trasformerà in DOCG (le prime bottiglia saranno in vendita secondo il disciplinare dal 1 aprile 2010).

Proprio questo fondamentale passaggio è stato sottolineato dai numerosi produttori presenti, i quali hanno potuto spiegare il perché del “Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene”. Possiamo sintetizzare in quattro punti cosa cercare in una bottiglia della nuova denominazione per distinguerla dal comune Prosecco DOC: il nome del Territorio (in tal caso Conegliano Valdobbiadene, esisterà pure la variante Colli Asolani), l’aggettivo Superiore acconto alla parola Prosecco, il logo della denominazione e la fascetta di Stato.

Infine, l’evento Vino in Villa London ha presentato anche il territorio della Marca Trevigiana  con due importanti partecipazioni. Innzitutto la presenza di Artematica, organizzatrice della mostra dedicata al Cima da Conegliano: che si terrà a partire dal 26 febbraio al 2 giugno a Conegliano. L’evento rappresenterà un’occasione unica per fare conoscere il territorio di Conegliano Valdobbiadene e il suo legame con il Prosecco, e per questo il Consorzio di Tutela dedicherà al tema la prossima edizione di Vino in Villa, in programma il 15 – 17 maggio 2010.

Sarà poi presente il Consorzio di promozione turistica Marca Treviso attraverso alcuni operatori del territorio, per dare così modo agli interessati di verificare personalmente quanto è semplice arrivare nelle colline del Prosecco Superiore partendo da Londra.

Concludiamo con alcuni dati riguardi il crescente interesse riguardo al Prosecco da parte degli operatori inglesi (professionali e non).  Nonostante il momento congiunturale complesso, il mercato targato UK continua a crescere nei consumi. Oggi vengono esportate 1 milione di bottiglie di spumante di Conegliano Valdobbiadene (con un interessante +25% rispetto all’anno precedente): il paese si colloca al 5° posto dell'export totale con il 6% delle vendite e al 3° posto nei mercati europei dietro a Germania ( 37,5% e 5.400.000 bottiglie) e Svizzera con il 18,7 % delle vendite e 2.700.000 bottiglie.

 

 
"The Italian Wine Master", un nuovo tour USA per il Prosecco Stampa E-mail
Il prossimo 1 febbraio avrà inizio nel prestigioso palcoscenico dell’hotel Hilton di Chicago “The Italian Wine Master”, un progetto di Federdoc che nasce con l’intento di far conoscere negli States le eccellenze enologiche italiane; il tour proseguirà poi nientemeno che al Metropolitan Pavillion di New York il 4 dello stesso mese.brindisi
Quest’anno saranno rappresentati all’evento quattro vini di livello assoluto come:  Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Nobile di Montepulciano e soprattutto, ad affiancare queste storiche denominazioni toscane ve ne sarà una di nuova creazione ma sicuramente non di minor spessore, stiamo parlando del Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore.

La manifestazione coinvolgerà oltre 140 produttori in rappresentanza delle quattro “Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (DOCG)”. Per giustificare tale cifra basta pensare all’importanza strategica che il mercato statunitense ha raggiunto per i vini italiani e per il Prosecco in primis.

Cogliendo l’occasione per presentare le ultime annate, in particolare quella del Prosecco che, lo ricordiamo, proprio da questa vendemmia entra a far parte di questo ristretto “club” di vini che possono fregiarsi della DOCG, si terranno delle degustazioni “ad hoc” che punteranno a valorizzare e far meglio comprendere al pubblico USA le caratteristiche dei vari vini. In particolare segnaliamo quella che avrà per protagonisti i tre vini rossi toscani dal titolo Territorio, diversità e complessità di Brunello, Chianti Classico e Nobile di Montepulciano” e, soprattutto la degustazione dal titolo : “L’evoluzione del Prosecco” che presenterà alla stampa specializzata americana ed a operatori del settore il celebre vino della Marca trevigiana nella sua nuova veste DOCG.

Un segno evidente che il consumatore a stelle e strisce predilige il vino italiano di qualità superiore, sta in un semplice quanto significativo e sorprendente dato (soprattutto se rapportato alla difficile congiuntura economica in cui è calato), secondo l’Italian Wine & Food Institute la quantità di vini DOC e DOCG importati negli States nei primi sette mesi del 2009 è aumentata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di ben il 19,6%. L’Italia consolida quindi il primato di maggior esportatore negli Stati Uniti, risultato che giustifica, anzi incoraggia, manifestazioni atte a promuovere sempre di più il patrimonio enologico italiano come “The Italian Wine Master”.  

 
Prosecco: un vino conteso Stampa E-mail
In questi ultimi tempi una controversia domina il mondo enologico italiano e del nord-est in particolare. Dato che oggetto della diatriba è il vino Prosecco, noi di ProseccoRoad.com ci sentiamo in qualche modo in dovere di dire la nostra; perché di questo fantastico prodotto della nostra terra abbiamo fatto una bandiera ed in quanto tale ci pare ragionevole spendere due parole in merito.

Per farla breve (invitiamo chi voglia approfondire la vicenda a documentarsi via internet, basterà digitare in qualsiasi motore di ricerca le parole “prosecco Veneto Friuli” per prendere visione di esaurienti articoli in merito) gli agricoltori friulani e del Carso in particolare, dopo aver ottenuto l’opportunità di potersi fregiare della dicitura Prosecco DOC sulle proprie bottiglie, cosa che fino alla scorsa vendemmia era lo ricordiamo vietata, sono ricorsi al Tar del Lazio per bloccare il cosiddetto decreto Zaia che consentiva  questo. I viticoltori di Prosecco e dintorni (il paese del Carso omonimo del conteso nettare) vogliono che sia loro garantito l’uso esclusivo della dicitura Prosecco e di instituire proprio nel comune del Carso triestino la sede della DOC Prosecco.

Prima di fare le nostre considerazioni riportiamo le testuali parole delle due parti in merito: da una parte il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia e dall’altra il pensiero degli agricoltori friulani espresso dai loro rappresentanti.

Il capogruppo di Sa al Consiglio del Friuli Venezia Giulia, Igor Kocijancic vuole Ricorrere alla Ue contro il ''tentativo di emarginazione'' da parte del Veneto sulla valorizzazione del Prosecco ed afferma che i viticoltori del Carso triestino hanno ''riposto invano fiducia prima nella Giunta regionale, poi nella Lega Nord, poi nel ministro leghista alle Politiche agricole, sceso fino alle nostre latitudini a fine agosto per piantare, in quel di Prosecco, una vite di Glera''. Ricordando che il ministro Zaia avrebbe detto ''che il territorio dal quale trae origine il Prosecco sarebbe stato valorizzato con una serie di interventi, non ultimo la creazione di un centro territoriale per la promozione del Prosecco DOC'', il capogruppo sostiene che ''il grande Veneto fa la voce grossa e tenta di emarginare le giuste rivendicazioni dei nostri territori''. ''Bisogna fare - propone quindi Kocijancic - come hanno fatto gli ungheresi nella vicenda del Tokaj: presentare un bel ricorso nelle competenti sedi. Vi è l'autorevole precedente che fa ben sperare su un esito positivo di tale ricorso''.

“Non ci bastano più le promesse - ha spiegato il presidente regionale dell’Associazione Agricoltori del Friuli Venezia Giulia, Franc Fabec, - e attendiamo dal Ministro Zaia, e dall’assessore regionale, Claudio Violino, fatti concreti per lo sviluppo dell’agricoltura del Carso, come era stato garantito quando abbiamo dato l’assenso all’uso del nome della località carsica di Prosecco per salvaguardare lo spumante prodotto in Veneto e Friuli Venezia Giulia”. I termini per impugnare il decreto davanti al Tar scadranno il prossimo 12 novembre “e noi - ha spiegato Fabec - non vogliamo correre rischi. Abbiamo dato mandato al nostro legale, l’avvocato D’Amelio di Roma, affinché il ricorso sia presentato entro quella data”. Gli agricoltori del Carso chiedono che la sede della DOC Prosecco sia realizzata nell’omonima frazione del Carso triestino; che siano ridotti i vincoli comunitari delle Zps (Zone di protezione speciale) e dei Sic (Sito d’interesse comunitario) che bloccano più dell’80% del territorio agricolo del Carso; che siano realizzati investimenti per modernizzare l’agricoltura sul costone carsico; e, infine, che siano semplificate norme e procedure per le aree agricole del Carso.

Il Ministro ha risposto: ''Creare la sede del Prosecco fuori della Provincia di Treviso, magari in Friuli Venezia Giulia, sarebbe come realizzare la sede dello Champagne al di fuori di Reims'', ''In provincia di Treviso se ne produce il 98% del totale, quindi la sede non può che essere quella trevigiana''. ”Ho incontrato ieri a Lecce rappresentanti di Trieste – ha aggiunto Zaia – e penso si debba trovare una soluzione. Il problema non è quello della sede o della casa, ma che in Friuli Venezia Giulia hanno effettivamente delle necessità di interventi strutturali nel costone di fronte al mare, dove coltivavano a terrazze il Prosecco”. ”Sto parlando con l’assessore all’agricoltura del FVG, Claudio Violino – ha concluso il ministro – per vedere di trovare una soluzione ragionevole”.

Poi i toni della discussione si sono fatti più accesi e queste sono state le parole di Zaia: “'Mi spiace dover constatare che i sacrifici fatti in questi mesi per portare una DOC nei territori friulani e la possibilità di avviare il percorso per la riserva del nome per il vino Prosecco per le provincie di Udine, Pordenone, Trieste e Gorizia si trasformi oggi in una battaglia fratricida tra Veneto e Friuli'', ''Peggio ancora mi amareggia vedere - prosegue Zaia - che il tema Prosecco con tutte le sue sfaccettature diventi elemento di scontro politico. I produttori friulani e veneti che oggi, a differenza di ieri, hanno la possibilità di produrre in esclusiva questo vino hanno bisogno di concentrarsi sulle prospettive di mercato che avranno, sulle azioni promozionali che finanzieremo. Pensare che con un ricorso si possano risolvere i problemi della viticoltura e dell'enologia mi pare inutile e dannoso''. ''Resto comunque convinto che ognuno sia artefice del suo futuro tanto più tutti quei produttori che nel bene o nel male saranno coinvolti in questa nuova avventura. Ho voluto con forza che le province friulane potessero fregiarsi della nuova doc del Prosecco continuo a pensare che questa sia una grande opportunità. Quello che potevamo fare è stato fatto: ora gli imprenditori decidano in autonomia''. ''Non sono disposto a cedere ai ricatti', questo provvedimento del Prosecco per i friulani significa assegnare a Gorizia, Trieste, Udine e Pordenone la DOC del Prosecco e l'uso esclusivo del nome Prosecco - afferma Zaia. Chiedere una contropartita per questo - ha proseguito - significa davvero andare ad un ricatto, ed io ai ricatti non sto. Facciano quello che vogliono, Si assumano però la responsabilità di andare a dire un giorno, se bloccano tutto, che la loro comunità non ha la DOC del Prosecco e non avrà l'esclusiva del nome perché qualcuno ha deciso di fare così''.

Dopo aver letto e riportato le ragioni degli uni e degli altri noi di ProseccoRoad.com, che nel territorio storico del Prosecco ci siamo nati e cresciuti, e che ben conosciamo la difficoltà, i sacrifici e la mole di lavoro necessari per poter produrre un vino di qualità, siamo sconcertati dalle richieste avanzate dai viticoltori friulani. Non fosse altro perché il merito della fama raggiunta dal prodotto Prosecco in Italia come nel mondo è da attribuire ai viticoltori Trevigiani, quelli di Conegliano e Valdobbiadene, che hanno creduto in un vino che solo vent’anni fa era visto come un prodotto povero e che adesso è diventato il fenomeno che noi ben conosciamo, e non a coloro il cui unico “merito” è quello di essere viticoltori in una località che magari ha effettivamente dato il nome ad un prodotto che però e stato sviluppato e valorizzato da ben altri colleghi in ben altri luoghi! E nel farlo hanno investito a loro rischio e pericolo capitali e sudore.

Ci pare che la proposta friulana sia un tentativo di sedersi al tavolo di chi ha fatto grande il nome Prosecco cercando di accaparrarsi la fetta di torta più grande possibile. Tant’è vero che un riconoscimento agli agricoltori triestini (in particolare) è stato attribuito, come ha ricordato il Ministro Zaia, concedendo la DOC anche al loro prodotto, cosa che nella roccaforte del Prosecco, in quel di Valdobbiadene, ha suscitato non pochi malumori tra coloro i quali si sentono più legati e più strettamente difendono una territorialità che vedono in qualche modo affievolirsi, ma questo è un altro discorso… .
 
Se si potesse rendere partecipi solo tramite delle parole cosa significa il Prosecco in una zona dove questo vino è quasi una religione prima che una fonte di reddito, ovvero nella zona di Conegliano-Valdobbiadene, noi saremmo i primi a farlo, allora tutti si convincerebbero che la vera “casa” di questo vino è qui tra queste splendide quanto difficili colline coltivate da secoli con passione e dedizione, perché è qui che il Prosecco ha visto svilupparsi la sua storia ed è sempre da qui che è entrato a far parte del Gotha dell’enologia italiana. Se tutti se ne rendessero conto queste discussioni nemmeno ci sarebbero; ci sembra giusto concludere con la frase del Ministro Zaia che più di tutte sintetizza e centra il succo del problema:
”Creare la sede del Prosecco fuori della Provincia di Treviso, magari in Friuli Venezia Giulia, sarebbe come realizzare la sede dello Champagne al di fuori di Reims''

 

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Prosecco Cycling Classic 2009 Stampa E-mail

“A Wine Emotion” è, non a caso, lo slogan che accompagna la Prosecco Cycling Classic 2009.Sì, perché anche quest’ultima edizione della kermesse cilistica è stata un’autentica emozione per coloro i quali hanno avuto il piacere di prendervi parte. Viene da chiedersi come non potrebbe essere stato altrimenti, considerando la bellezza del territorio dove questa manifestazione ha avuto luogo: ovviamente le stupende colline tra Conegliano e Valdobbiadene. proseccocyclingclassic

Domenica 4 ottobre da Piazza Marconi a Valdobbiadene (dov’era fissato anche l’arrivo) ha preso inizio questa pedalata collettiva che ha saputo unire la passione per la bicicletta a quella per un territorio così votato al vino di grandissima qualità com’è il nostro amato Prosecco.

Hanno attraversato gran parte della strada che questa primavera ha assistito ad una delle tappe più belle del Giro d’Italia del Centenario, la Prosecco Road appunto, circa duemila cicloamatori; ciò sta a significare un +20% alla voce iscritti rispetto alla pur fortunata edizione 2008.

La Prosecco Cycling Classic non è comunque un fenomeno locale: oltre alle circa 15 regioni italiane rappresentate (isole comprese), partecipanti da tutto il mondo hanno preso parte all’evento, folta era infatti la presenza tra gli altri di cicloamatori provenienti da Stati Uniti e Canada. A conferma della crescente vocazione internazionale dell’evento è stato anche instituito uno speciale premio per il corridore che più di ogni altro ha viaggiato per partecipare all’evento, infatti quest’anno si è aggiudicato un’opera in ferro battuto di un artista locale, un ciclista di San Diego, California.

Nemmeno i “VIP” dello sport hanno disertato l’evento: Jury Chechi, Antonio Rossi, Rossano Galtarossa, Cristian Zorzi, Deborah Compagnoni, pedalando tra le colline sulla Strada del Prosecco hanno idealmente portato a Valdobbiadene 16 medaglie olimpiche e 17 titoli mondiali. Tra gli ospiti illustri della Prosecco Cycling Classic anche l’ex sciatore Peter Runggaldier e Marco Campagna, gloria della canoa. Al via pure due ciclisti professionisti: Franco Pellizotti, bronzo all’ultimo Giro d’Italia e maglia a pois del Tour de France, e Marzio Bruseghin, azzurro ai recentissimi Mondiali di Mendrisio. E’ attesa anche la reginetta dei tuffi azzurri. Tania Cagnotto, argento e bronzo dal trampolino ai Mondiali di nuoto di Roma 2009, sarà tra gli ospiti della Prosecco Cycling Classic. Non pedalerà, ma l’attende comunque una domenica da protagonista.

Non sono mancate nemmeno le iniziative collaterali legate alla kermesse come le celebrazioni per il trentesimo anniversario della storica vittoria di Tony Fassina (trevigiano DOC) al rally di San Remo su Lancia Stratos, oppure l’iniziativa di solidarietà volta a realizzare impianti fotovoltaici in Africa. Il progetto “Luce per l’Africa” sono stati infatti destinati parte dei proventi ottenuti dalla vendita delle divise da ciclista del Prosecco Team, il club trasversale che, parallelamente alla Prosecco Cycling Classic, riunisce tantissimi appassionati della bicicletta e delle terre del Prosecco.

 
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