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Siatemi di allevamento: Guyot doppio e Sylvoz Stampa E-mail
Guyot doppio (doppio capovolto o Cappuccina).

Questo sistema deriva dal Guyot e l'unica differenza è dovuta dai due capi da frutto anziché uno.Nella zona del Prosecco il doppio capovolto è costituito da un ceppo relativamente basso sul quale sono inseriti due speroni di 1-2 gemme e due capi da frutto di 9-12 gemme che vanno curvati uno per parte, rispetto il ceppo, lungo il filare. Dopo la solita potatura corta dei primi due anni la forma definitiva si ottiene dopo il terzo o quarto anno e il mantenimento del ceppo si ottiene con i tre classici tagli del Guyot. Il primo taglio è recidere i due capi da frutto dell'anno precedente(taglio del passato), raccorciare al numero di gemme voluto i tralci posizionati più in alto degli speroni (taglio del presente) e speronare a una o meglio due gemme i più bassi (taglio del futuro).Durante la vegetazione i germogli dello sperone non vanno raccorciati al disotto dell'ultimo filo di ferro.Qualora uno o entrambi i tralci dello sperone fossero deboli si cerca di rimediare in qualche modo: per esempio speronando l'unico tralcio ben sviluppato dello sperone e ci si atterrà come capo a frutto al più bello e più basso dei tralci che hanno fruttificato l'anno precedente; nel caso che tutti i tralci dello sperone siano deboli , si sperona il più basso dei tralci che ha fruttificato l'anno precedente, e si archetta quello più bello. Quando la vegetazione tende a scappare verso l'alto si effettuano potature di ritorno sfruttando un pollone inserito nella parte bassa del ceppo.Molto importante è la curvatura del capo a frutto: anziché ripiegarlo del tutto, sino a dare alla seconda parte del tralcio una direzione verticale discendente(ciò che è causa di sviluppo ridotto e di scarsa fertilità dei germogli della parte mediana del tralcio), il capo a frutto dovrà invece essere piegato ad ampio arco con un'inclinazione di 30-40°. In tal modo si avrà una vegetazione più uniforme lungo il tralcio e quindi maggiore resa e distribuzione più ordinata dell'uva.

Il sistema doppio capovolto richiede misure ben precise dei filari:

  • Non meno di due metri tra i filari;
  • Lungo il filare le viti non vanno disposte a non meno di un metro l'una dall'altra(ogni vite deve avere un paletto o un tondino di ferro da sostegno);
  • Le controspalliere dei filari dovranno essere costituite da pali collegati da due-tre, meglio quattro fili di ferro(acciaio inox), di cui il primo, che servirà da appoggio al capo da frutto, sarà bene tenerlo a non meno di 90 cm da terra(nella zona del valdobbiadenese).

 

Nel caso di forti grandinate, ci si trova davanti a una situazione difficile da gestire ma, il doppio capovolto permette sempre di lasciare almeno un sperone e un discreto capo da frutto in modo da garantire sempre un minimo di produzione con buona qualità e soprattutto di impostare la vite per il futuro.

Uno dei problemi di questo sistema nella zona del Valdobbiadenese è l'eccesiva vigoria della vite Prosecco che tende, nei terreni più argillosi e pesanti, a scappare verso l'alto e a ingrossare troppo i tralci.Negli ultimi anni i produttori eseguono molte prove in campo per ovviare a questo problema; si sta notando che una soluzione può essere impostare la vite con due ceppi(teste di salice) in modo da usare per ciascuna il metodo Guyot e quindi ridurre al minimo i tagli. Ridurre al minimo i tagli è fondamentale perché eccessive incisioni  e magari anche di grosso diametro permettono al mal dell'esca di progredire nel ceppo causando il principale motivo di morte della vite Prosecco.

Questo è un sistema che si adatta molto bene alle zone collinari dove i terreni sono abbastanza fertili ma rocciosi e poveri d'acqua.

 

 

Sylvoz.

È questo un sistema di potatura lunga a cordone orizzontale permanente. In questo sistema la vite presenta un cordone orizzontale unilaterale disteso lungo il secondo filo di ferro(più spesso degli altri) e posto a circa 1,30-1,50 m da terra e a 40-50 cm dal primo filo di ferro. Anche nel Sylvoz e bene che ci siano quattro fili di ferro. Ogni vite dovrà avere un paletto o un tondino di ferro da sostegno. Nel Silvoz originale, ogni 30-40 cm, si trova sul cordone un capo a frutto di circa 8-12 gemme, piegato ad arco perpendicolare verso terra, e legato sul primo filo di ferro. Non ci sono speroni, perché annualmente gli archetti si rinnovano utilizzando uno dei tralci sviluppatisi vigorosamente dal primo tratto ascendente(di circa 2-3 gemme) dell'archetto. Per allevare un vitigno con questo sistema le viti si piantano a filari distanti non meno di 3 m e sui filari a non meno di 1,80-2 m. Dopo la solita potatura corta del primo anno la forma definitiva si ottiene dopo il secondo e terzo anno lasciando il più bello dei tralci ottenuti l'anno precedente e, a seconda del vigore della vite, si porterà all'altezza del secondo filo lasciando germogliare verticalmente le ultime 2-3 gemme e cimando a circa 40 cm quelle sottostanti. L'anno seguente il migliore dei tralci si piega lungo il secondo filo, potando a una lunghezza variabile con la robustezza della vite, cercando che l'ultima gemma sia al disotto del tralcio. Al quarto anno s'inizia la formazione degli archetti che varia da uno a massimo tre a seconda della vigoria della vite. Per gli archetti si preferisce la gemma che si trova sulla parte superiore del cordone, invece, per il prolungamento del cordone, si preferiscono le gemme inferiori(per questo si lascia l'ultima gemma verso il basso). Quando con l'andare degli anni, l'inserzione dei tralci fruttiferi nel sistema Sylvoz s'alza troppo dal cordone, si ceca di utilizzare un pollone nato sul cordone stesso, speronato a due gemme. All'anno seguente, uno dei due tralci così ottenuti si piegherà ad archetto, eliminando del tutto il vecchio archetto. 

Nella zona del Prosecco, per ovviare al solito problema della vigoria, alcuni produttori hanno adottato un sistema Sylvoz bilaterale al fine di avere una vegetazione più equilibrata. In questo caso i due cordoni sono circa lunghi uguali e su ciascuno si trovano due archetti.

Alcuni produttori usano anche un sistema misto tra Sylvoz e Cazenave ossia ad ogni archetto si lascia anche uno sperone in modo da non alzarsi troppo dal cordone vista l'eccessiva vigoria della vite Prosecco.

Questo è un sistema che si adatta molto bene alle zone più pianeggianti dove i terreni sono fertili, argillosi e ricchi d'acqua.

 
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