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La Flavescenza dorata è probabilmente la malattia più diffusa negli ultimi anni nella zona del Prosecco e i danni provocati sono elevatissimi.
Qualche cenno storico.
La FD è stata segnalata per la prima volta nel 1957 in Francia, precisamente in Guascogna. I sintomi da subito notati sono i danni alla produzione, deperimento vegetativo e vistosi ingiallimenti fogliari con riflessi metallici: da qui il nome di "flavescenza dorata".
Nel decennio successivo la FD si diffuse rapidamente nelle aree viticole a sud della Francia, in Corsica e fece la sua prima comparsa in Italia nell'Oltrepò pavese.
Questa prima segnalazione italiana era sicuramente FD per diversi motivi: la malattia è comparsa improvvisamente e soprattutto perché adiacente a questo appezzamento c'era un vigneto non coltivato dove si riscontrò la presenza di cicalina S. Titanus.
La seconda segnalazione è avvenuta in Veneto nelle zone viticole dei colli Berici dove c'era in atto un programma di difesa integrata che escludeva gli insetticidi e successivamente si riscontrò la presenza di cicalina S. Titanus. Recentemente la FD è stata segnalata in Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Toscana e Basilicata.
Le forme di FD sono diverse e la più diffusa in Italia risulta essere quella nota come "legno nero". Questa forma si manifesta sulle varietà più sensibili come il Prosecco. I giallumi si notano già dalla fioritura e più sono evidenti e più la pianta è infetta. I sintomi che si notano nei mesi estivi e soprattutto quelli più precoci sono per lo più da attribuire a infezioni instauratesi nell'anno precedente o addirittura due anni prima.
Maggior chiarezza sui sintomi della FD.
Il primo sintomo che si nota è, sull'intera pianta, il ritardo nel germoglio e quindi una vegetazione abbastanza stentata accompagnata da ricacci basali. Un altro sintomo dovuto all'attacco di FD è la manifestazione di necrosi e caduta delle infiorescenze. Questi due sintomi possono essere anche riconducibili a malattie come il mal dell'esca, peronospora, botrite, ect. Tuttavia la tipica sintomatologia che caratterizza la FD si nota a partire dal mese di luglio e va accentuandosi con il progredire della stagione. Essa può essere riassunta come segue:
- Foglie: arrotolamento del margine verso il basso, talvolta fino a far assumere alla foglia una forma triangolare; colorazione giallo-dorata; consistenza papiracea e progressiva tendenza a sbriciolarsi quando si stringe con una mano;
- Grappoli: graduale disidratazione degli acini a partire, più o meno, dall'epoca dell'invaiatura, fino al completo disseccamento del grappolo;
- Tralci: lignificazione irregolare, a tratti o totalmente assente; sugli internodi possono comparire pustole nerastre di aspetto oleoso; durante l'inverno, a causa delle basse temperature, i tralci non lignificati necrotizzano e assumono una colorazione nerastra: di qui la denominazione di "legno nero" data a una delle forme di giallume.
Una sintomatologia nuova.
Nel 2009 si è osservato che i sintomi sopra descritti non compaiono su tutti i tralci della vite colpita, ma solo su alcuni di essi. Questo è un tipico comportamento della malattia sulla vite Prosecco. La spiegazione consiste nel fatto che la vite Prosecco ha un indice di vascolarizzazione ben al disopra della media delle altre cultivar. Pertanto ciò favorirebbe la progressione della malattia che attacca i vasi cribrosi, deputati al trasporto della linfa elaborata. Il consiglio rimane quello di capitozzare alla base il ceppo e non confidare in un risanamento naturale della pianta, in quanto, vista la velocità di propagazione su Prosecco, probabilmente il fitoplasma ha già colpito gli organi della pianta compreso il portinnesto.
Epidemiologia e difesa.
Ciò che rende particolarmente temibile la FD è la rapidità di propagarsi in un'area viticola determinando danni economici rilevanti. Questa su rapidità di diffusione è dovuta essenzialmente al fatto che ha come vettore naturale è particolarmente efficiente la cicalina. Bisogna tener conto infatti che i fitoplasmi sono generalmente trasmessi in forma persistente e quindi, una volta acquisiti dal vettore e dopo un breve periodo di latenza, sono trasmissibili a nuove piante inizialmente sane per tutta la vita dell'insetto.
Per tanto se si considera la cicalina Scaphoideus titanus, pur avendo una sola generazione all'anno, può acquisire il fitoplasma della FD già da giugno e può trasmetterlo a tutte le piante di vite che vista nel corso della sua vita fino ai primi di ottobre. Si può quindi immaginare l'opera devastante di diffusione causata dalla suddetta cicalina.
Le principali accortezze per evitare un inoculo da FD o il propagrsi della malattia sono le seguenti:
- l'assoluta necessità di impiegare barbatelle sane per i nuovi impianti;
- eliminare le fonti di inoculo già presenti nel vigneto o nelle immediate vicinanze e che prevede quindi l'estirpamento delle viti infette e la distruzione di vigneti non più coltivati e non più sottoposti a trattamenti antiparassitari;
- l'ultima accortezza da tenere è la difesa antiparassitaria: si consiglia due trattamenti l'anno, il primo verso la meta di giugno(per colpire la cicalina nelle sue forme giovanili appena dopo la schiusura delle uova) e il secondo dopo circa venti giorni dal primo trattamento(può essere efficace anche contro le tignole dell'uva).
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