Il prossimo 1 febbraio avrà inizio nel prestigioso palcoscenico
dell’ hotel Hilton di Chicago “The Italian Wine Master”, un progetto di Federdoc
che nasce con l’intento di far conoscere negli States le eccellenze enologiche
italiane; il tour proseguirà poi nientemeno che al Metropolitan Pavillion di
New York il 4 dello stesso mese.
Quest’anno saranno rappresentati all’evento quattro vini di livello
assoluto come: Brunello
di Montalcino, Chianti Classico, Nobile di Montepulciano e soprattutto, ad
affiancare queste storiche denominazioni toscane ve ne sarà una di nuova
creazione ma sicuramente non di minor spessore, stiamo parlando del Conegliano-Valdobbiadene
Prosecco Superiore.
La manifestazione coinvolgerà oltre 140 produttori in rappresentanza
delle quattro “Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (DOCG)”. Per
giustificare tale cifra basta pensare all’importanza strategica che il mercato
statunitense ha raggiunto per i vini italiani e per il Prosecco in primis.
Cogliendo l’occasione per presentare le ultime annate, in particolare
quella del Prosecco che, lo ricordiamo, proprio da questa vendemmia entra a far
parte di questo ristretto “club” di vini che possono fregiarsi della DOCG, si
terranno delle degustazioni “ad hoc” che punteranno a valorizzare e far meglio
comprendere al pubblico USA le caratteristiche dei vari vini. In particolare
segnaliamo quella che avrà per protagonisti i tre vini rossi toscani dal titolo
“Territorio, diversità e complessità di Brunello, Chianti Classico e Nobile
di Montepulciano” e, soprattutto la degustazione dal titolo : “L’evoluzione del
Prosecco” che presenterà alla stampa specializzata americana ed a operatori del
settore il celebre vino della Marca trevigiana nella sua nuova veste DOCG.
Un segno evidente che il consumatore a stelle e strisce predilige il
vino italiano di qualità superiore, sta in un semplice quanto significativo e
sorprendente dato (soprattutto se rapportato alla difficile congiuntura
economica in cui è calato), secondo l’Italian Wine & Food Institute la quantità di
vini DOC e DOCG importati negli States nei primi sette mesi del 2009 è
aumentata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di ben il 19,6%.
L’Italia consolida quindi il primato di maggior esportatore negli Stati Uniti,
risultato che giustifica, anzi incoraggia, manifestazioni atte a promuovere
sempre di più il patrimonio enologico italiano come “The Italian Wine
Master”.
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